Un’esperienza comune è quella di vivere in un mondo sempre più complesso, di difficile lettura e ancor più di difficile “risoluzione”. Se pensiamo poi che tentiamo di giostrarci ogni giorno tra innovazione tecnologica, interessi economici, etica delle decisioni da prendere e via discorrendo, ci potrebbe assalire un certo sconforto e la voglia di mettere la testa sotto la sabbia. E veramente, a volte senza rendercene conto, lo facciamo quando affidiamo la complessità del nostro vivere e delle decisioni da prendere su guerra, pace, nucleare, genetica, eutanasia a una classe di persone incapaci di affrontare questi argomenti e davvero poco preparate a maneggiare e scegliere il nostro futuro scientifico, tecnologico, economico, medico, filosofico: quella che di questi tempi chiamiamo “casta”. Con l’aggravante che questa impreparazione, questa inettitudine si riflette su di noi, ci influenza e tramortisce. Anche se, come ho annotato da qualcuno che non ricordo, questi decisori politici “sono quel che sono perchè noi siamo quel che siamo”. L’augurio è chiaramente quello di superare questa palude. Ma come? Se è vero quello che abbiamo detto prima, bisogna iniziare semplicemente a cambiare, mutare noi stessi: questo è il vero augurio che faccio a me stesso e a tutti voi. Solo affrontando la complessità di ogni giorno, rimanendo curiosi verso soluzioni nuove, attraverso scelte coraggiose possiamo comprendere di più il nostro mondo e scegliere soluzioni e soprattutto persone che riconosciamo preparate ed in grado di andare oltre i limiti dell’attuale povertà non solo economica. Se saremo più svegli e avremo la volontà di attrezzarci meglio in prima persona, sarà un gioco da ragazzi smascherare l’incapacità di individui che si candidano a prendere decisioni importanti per il nostro futuro senza esserne all’altezza e solo per tornaconto personale…
(di Francesco Bonami via Italia Futura)
Nessuno ha il coraggio di dirlo, nemmeno noi, ma diciamolo. È arrivato il momento di ripartire da zero. L’Italia è come uno schermo di un computer congelato dove continua a girare la rotellina multicolore ma nulla si muove e qualsiasi tasto uno prema non succede nulla di nulla. La rotellina multicolore è la politica italiana, il governo ma anche l’opposizione. Stanno girando a vuoto nella speranza che qualcosa all’improvviso si sblocchi.
I tasti che sempre più forsennatamente premiamo sono quelli dei soliti luoghi comuni. Il tasto del ricambio generazionale. Il tasto di una nuova classe politica. Il tasto dello scandalo. Il tasto della magistratura. Il tasto del conflitto d’interessi. Il tasto dei sindacati. Il tasto della rottamatura etc. etc. Continua a leggere »
Questa faccenda della casta e dell’anticasta sta diventando un trabocchetto. Le caste esistono eccome, ma rimane singolare l’approccio che vediamo tutti i giorni nella nostra vita quotidiana al problema. La sensazione che traggo immerso nella mia professione è che, molto spesso, chi si indigna per soprusi e privilegi, se fosse messo in condizioni di aver gli stessi strumenti li userebbe senza grandi ripensamenti. Perchè le caste in Italia sono tante e spesso il tiro al piccione che viene fatto verso i politici tenta solo di spostare il bersaglio da sé stessi. Dirigenti pubblici, avvocati, giornalisti, medici, uomini di spettacolo e di sport condividono la stessa natura di parlamentari e governanti e infettano il normale vivere civile allo stesso modo. Forse è davvero una questione di approcci, perchè se ognuno di noi limitasse il privilegio, grande o piccolo, che l’appartenenza alle mille caste riesce a far fruttare, si prosciugherebbe l’humus che continua a nutrire il privilegio stesso. Continua a leggere »
Se osserviamo meglio cosa sta accadendo nel nostro Paese, salta immediatamente all’occhio un vizio di fondo che ci accompagna da diversi anni: siamo il Paese dei “contentini”. Non solo la pratica politica, ma lo stesso tessuto della nostra vita sociale è ricavato dalla possibilità che la “corporazione” a cui apparteniamo, qualunque essa sia – imprenditoriale, professionale, di pubblica amministrazione, di lavoro dipendente – possa ottenere qualche vantaggio in più rispetto a quella vicina. Non esistono politiche pubbliche dotate di una visione generale, ma tutto un sistema di privilegi particolari, limitazioni, esenzioni o possibilità di elusioni che ogni fascia sociale cerca di ottenere per sè e di non estendere ad altri: la lotta, insomma, per avere una parte del dolce possibilmente più grande di quella del vicino. Continua a leggere »
Eppure dovremmo essere il paese di Machiavelli. Quello buono per cui esiste la fortuna (che non è quella che pensate voi) e la virtù (idem). La fortuna per il fiorentino è come un fiume che può essere calmo ma può provocare anche inondazioni. La virtù sono invece gli argini, che nei momenti di calma devono essere predisposti e costruiti come per un fiume in piena. La virtù del politico può quindi domare la fortuna attraverso una accorta capacità di prevedere la piena ed il calcolo giusto nella progettazione di argini sicuri e ben costruiti.
Leggo dapprima (su Lo Spiffero) che Fassino si porterà dietro in Comune un addetto stampa che costerà quasi 1 milione di Euro in 5 anni. Poi su faccialibro (sarebbe Facebook, ma provo a fare a meno degli anglismi) commenti soddisfatti sull’accordo tra Comune e Regione per non aumentare il costo dell’abbonamento ai mezzi pubblici agli studenti. Ci mancherebbe altro! Il problema, lo ammetto molto personale, è che non capisco che diavolo ho votato alle ultime amministrative. O perlomeno sono sempre più convinto che mettere e riempire le caselline “destra – sinistra” non abbia più alcun senso. Continua a leggere »
Sono tempi di critica ai privilegi della politica, soprattutto dal punto di vista dei guadagni. In realtà sarebbe necessario ripensare la partecipazione politica in Italia tuot court, magari prendendo ad esempio cosa succede negli altri Paesi. Mi ha sempre colpito, ad esempio, cosa accade negli Stati di rito anglossassone dove i leader politici considerano l’accesso alle posizioni di potere come una fase della propria vita dove guadagnare popolarità e competenza che daranno successivamente frutti economici di una certa importanza. In sostanza la posizione di potere all’interno delle amministrazioni pubbliche non si traduce in ricchezza. Lo Stato, anche ad alti livelli, non paga, mentre sarà il mercato privato attraverso le successive collaborazioni, libri, conferenze, cooptazione in consigli di amministrazione per dirne qualcuna, a provvedere al benessere economico del politico che ha impiegato una porzione della propria vita a servizio, appunto, del bene pubblico e per un periodo di tempo generalmente molto meno sostanzioso rispetto a quello italiano. Continua a leggere »
Non ho nessuna preclusione verso coloro che hanno condotto la politica italiana nella cosiddetta “prima repubblica”. Non sono nemmeno un fan di rottamatori di ultima generazione. Ma se il media per eccellenza, la TV, ci manda in una sera tutti insieme Paolo Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Maurizio Sacconi, Matteo Renzi e via discorrendo, capirete lo sconforto. Sconforto perchè alla fine è proprio la Tv che si assume oggi il compito di formare le pubbliche coscienze, di indirizzare verso il nuovo, che ci porterà fuori dalla crisi, gran parte dei nostri cittadini. Siamo all’interno di una crisi davvero generale di cui, a mio modesto avviso, il deterioramento delle nostre risorse più preziose per la vita – tipo aria, acqua, fuoco – stanno subendo cambiamenti che si rifletteranno già sui nostri figli e noi continuiamo a credere che questi personaggi ci porteranno fuori dal degrado con nuove idee e nuovi modi di prendere decisioni politiche. Anche per questo è necessario oggi metterci la faccia e perseguire con tenacia un lavoro di pulizia dentro e fuori la politica che non ammette più tentennamenti o impegni da tempo estivo. esiste una massima in chirurgia che credo debba essere applicata senza cedimenti oggi, subito: ubi pus ibi evacua (dove c’è pus è necessario incidere e spurgare). E bisogna farlo subito, con coraggio.
L’Ecologia Politica si basa su un semplice concetto: il valore del futuro. Diversamente dalle utopie tradizionali, non vuole sacrificare il presente per qualche domani luminoso, ma non vuole nemmeno perseguire questo modello assurdo che ci fa caricare sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti il peso dei nostri errori di gestione e impone loro di pagare i nostri debiti ecologici ed economici. La nuova ecologia politica ritiene che il futuro e il presente abbiano un valore identico e che sia pericoloso e immorale preferire l’uno all’altro. Tra oggi o domani, l’ecologia politica sceglie oggi e domani e si rifiuta di sacrificare i genitori per i figli o i figli per i genitori. Davanti al fortissimo aumento delle diseguaglianze nazionali ed internazionali, bisogna arrendersi all’evidenza: la soluzione del problema ecologico non è la fine della crescita dei livelli di vita, ma la decrescita delle diseguaglianze
Come molti ammiratori di Steve Jobs, del quale si rincorrono le notizie di una ripresa di malattia, mi sono chiesto cosa effettivamente sia possibile imparare dalla sua esperienza di vita. E in tempi di vacche magre politiche, se esistesse un messaggio valido anche per chi si candidi ad ottenere un ruolo di direzione e di indirizzo nell’amministrazione della cosa pubblica. Tra le diverse risposte che riguardano aspetti molto personali e generali, almeno due appaiono significative ed utili alla nostra politica, anche nella loro semplicità. Continua a leggere »





