Se qualcuno non l’avesse compreso oggi Silvio Berlusconi, con il suo intervento al convegno di Verona organizzato dal centro di Giovanardi, ha aperto la rincorsa del Pdl per le prossime elezioni che non si immaginano lontane. La strategia appare abbastanza semplice: far attuare a Mario Monti le misure necessarie per mettere in sicurezza l’Italia e, sull’onda dell’inevitabile malcontento che monterà, staccare la spina al Governo e riproporre una coalizione in grado di battere un centrosinistra nel frattempo sfibrato da divisioni interne e dall’appoggio stretto a Monti. Ragionevolmente si pensa ad una campagna elettorale che si concluderà nell’estate prossima con un voto in condizioni politiche prevedibilmente alquanto confuse.
L’autunno del governo Berlusconi procede e iniziano i bilanci di cosa siano stati questi ultimi tre anni. Logico quindi che ognuno guardi cosa sia successo nel proprio campo di attività e non mi sottraggo nemmeno io. Cosa è successo in campo sanitario? Tralasciando le considerazioni più filosofiche i fatti, cioè i provvedimenti adottati, lasciano alquanto a desiderare. Di rilevante, come anche ci ricorda quotidianosanità, sembra potersi ricordare la legge sulle cure riguardanti il dolore e il progetto sulle farmacie dei servizi. Ma non è possibile dimenticare i 12 miliardi di € tagliati al finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale, l’introduzione nel 2011 del ticket di 10 € sulle prestazioni specialistiche -che si completerà nel 2013 con l’introduzione di altri ticket -. Sempre collegate al sistema sanitario si ricorderanno il blocco dei contratti dei lavoratori in camice bianco e quello del turn over, per cui solo una piccola parte di chi andrà in pensione verrà sostituito. Molto invece è stato scritto nel capitolo degli annunci per cui provvedimenti come il testamento biologico, la riforma degli ordini, le sperimentazioni cliniche o la riforma indicata nel libro bianco del Ministro Sacconi sono rimasti annunci, quando non hanno superato l’esame parlamentare rimanendo solo sulla carta. Gli stessi costi standard e la politica di federalismo fiscale, che coinvolge significativamente anche il settore della salute, sono di fatto al palo e morti ancor prima di essere nati. Certamente, a nostro giudizio, l’applicazione di molti provvedimenti annunciati – e non convertiti in legge – avrebbe complicato un corretto sviluppo del sistema sanitario. Rimane il fatto che nel settore della sanità molto si è detto e poco si è fatto con un bilancio certamente non lusinghiero per un governo che stimava se stesso come capace di “fare”. Requiescat in pace.
La mossa è fortemente appetitosa: mollare Berlusconi, ultimamente non troppo amato dalla base leghista, rifacendosi una verginità politica proprio sulle pensioni, permettendo così dilimitare i danni alle prossime elezioni. Una Lega che in questo modo cercherebbe di far dimenticare l’opaca prova di governo che non ha guarito l’Italia, che ha impoverito i cittadini, che non ha fatto passi avanti sostanziali sul “monstre” del federalismo. Insomma, camicie verdi di lotta che tentano di rianimarsi tornando all’antico incassando una cambiale alle spalle del Pdl. Ma Berlusconi non è certamente uno sprovveduto e ci aspettiamo che cali sul tavolo verde un altro dei suoi assi. Senza escludere che l’opposizione Udc non corra in soccorso e il Partito Democratico non ricada nell’antica tentazione di far moine, appunto, alla Lega.
Domani mattina la gran parte delle persone di questo Paese si alzerà presto e andrà a tentare, con il proprio lavoro, di rimettere nei fatti a posto i conti, produrre PIL e via discorrendo. Domani mattina, però, dopo aver visto le facce della Merkel e di Sarkozy sarò personalmente – diciamo così – un po’ seccato di tentare di aggiustare i conti di questo Paese con lavoro, straordinari non pagati, mancanza di risorse, servizi alle fasce più deboli ancora più deboli pensando che il Presidente del Consiglio sia la stessa persona che ci ha portato ormai oltre al dissesto dello Stato ovvero alla presa in giro internazionale. Questo proprio non ce lo meritiamo…
Il Ministro e Leader della Lega Nord Umberto Bossi che sfugge ai giornalisti da un’uscita secondaria. Calderoli che esce a tutta birra da Arcore. questo è il termometro finale del cambio dei provvdimenti da inserire nella manovra finanziaria dove Silvio Berlusconi vince un prezioso round agendo sulle pensioni che, solamente ieri, erano state “blindate” appunto dalla Lega Nord al grido “giù le mani dalle pensioni”! Anche Tremonti pare abbia gradito il cambio di passo potendosi alla fine ascrivere come uno dei vincitori del braccio di ferro portando a casa il blocco dell’Iva. Un Bossi quindi “fuggiasco” ed un Berlusconi che ha rialzato la testa di fronte all’alleato ottenendo anche l’inizio della soppressione delle Province attraverso l’iter costituzionale e la soppressione del prelievo sui redditi oltre i 90 mila €. Continua a leggere »
Il presidente del Consiglio italiano è un leader “fisicamente e politicamente debole” le cui “frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza”. Lo afferma l’incaricata d’affari americana a Roma Elisabeth Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Il telegramma della Dribble è citato dal Guardian, uno dei giornali che ha ottenuto da Wikileaks i documenti segreti.
On. Presidente,
Generazione Italia considera conclusa negativamente l’esperienza di questo Governo che, come fosse un suo feudo personale, ha presieduto (…)
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