ago 282013
 

In passato non sono stato d’accordo con diverse valutazioni del gen. Camporini. Al contrario questa volta credo abbia colto, in una intervista a formiche.net, il punto fondamentale per il quale non è giusto per gli interessi del nostro Paese entrare in questa specie di guerra siriana. Con diverse argomentazioni di buon senso e dopo aver dimostrato che le nostre basi militari non sono così necessarie alla bisogna data la distanza degli obbiettivi, arriva ad una affermazione “lapidaria”: “Ad ogni modo per me sarebbe da sconsigliare per un motivo semplicissimo: l’impiego di Forze armate deve avvenire solo in funzione di un fine politico ben chiaro. In Siria mi sembra che questo obiettivo sia del tutto assente al momento, anche perché le possibilità di pacificazione della regione, in caso di azione unilaterale, sarebbero prossime allo zero”. E di fronte a tante corbellerie che si sono sentite oggi, sono parole giuste. Chapeau!

nov 152011
 

Esiste un piccolo riflesso condizionato che si palpa in questi giorni dopo l’affidamento a Mario Monti del governo del nostro Paese: che basti lui a cambiare l’Italia. Ciò non è chiaramente possibile nè augurabile. Tra i suoi compiti quello che forse mi appare più reale è il tentativo di mettere tutti noi in condizioni di poter vivere in un Paese diverso, di creare una cornice all’interno della quale dobbiamo essere noi, con le nostre azioni ed il nostro lavoro, a costruire un’Italia diversa. Molte cose e certamente condivisibili sono state dette e la passione per il nostro Paese e la sua politica mi spinge a irne almeno quattro anche dal mio punto di vista. Quattro capoversi per completare un nuovo programma. Continue reading »

nov 022011
 

L’Italia è entrata in una fase di emergenza, in cui sono in gioco i risparmi degli italiani, i posti di lavoro, la tenuta del paese e la sua permanenza nella zona Euro. Da maggioranza e opposizione non arrivano però risposte adeguate.
Lunedì Luca di Montezemolo, in una lettera pubblicata su Repubblica, ha elencato cinque punti che “se attuati simultaneamente e accompagnati da un grande piano di rilancio dell’immagine internazionale dell’Italia, rappresenterebbero un valido argine alla speculazione, ridarebbero una prospettiva di crescita al paese e opererebbero nella direzione di una maggiore equità sociale”: Continue reading »

ott 232011
 

Domani mattina la gran parte delle persone di questo Paese si alzerà presto e andrà a tentare, con il proprio lavoro, di rimettere nei fatti a posto i conti, produrre PIL e via discorrendo. Domani mattina, però, dopo aver visto le facce della Merkel e di Sarkozy sarò personalmente – diciamo così – un po’ seccato di tentare di aggiustare i conti di questo Paese con lavoro, straordinari non pagati, mancanza di risorse, servizi alle fasce più deboli ancora più deboli pensando che il Presidente del Consiglio sia la stessa persona che ci ha portato ormai oltre al dissesto dello Stato ovvero alla presa in giro internazionale. Questo proprio non ce lo meritiamo…

apr 192011
 

Pur dettata dalla paura, la retromarcia del Governo sul nucleare segnala che sta cambiando il senso comune sull’energia nucleare e sull’ambiente in generale. La paura di perdere le elezioni e di far passare i referendum, certamente, sul cui altare l’energia nucleare vale meno delle beghe del Presidente del Consiglio in funzione giudiziaria e comunque con un emendamento abbastanza confuso, tale da poter essere modificato quando finirà la buriana. Ma il cambio di sensibilità esiste  ed è stato più forte delle paure, delle promesse sul governo del fare che aveva affascinato schiere di nuclearisti convinti. Continue reading »