Non sono stati i primi a pensarlo, ma la domanda apparsa sullo “Spiffero” se la sono fatta in molti: perchè non abolire l’Aress? Mentre si chiudono i punti nascita, si “accorpano” – con relativo taglio dei letti – i reparti ospedalieri, si pratica l’eutanasia di primariati e strutture semplici, si mandano a casa gli infermieri precari, si tolgono le convenzioni con i medici precari del pronto soccorso e via discorrendo, si lascia brillare di luce sfavillante l’Aress. Semplicemente inutile in passato, oggi appare quantomeno fuori posto soprattutto per i soldi che vengono investiti e cioè 5 milioni di Euro all’anno e per il fatto che il lavoro che svolge – mai ben chiarito a dire il vero – può comunque essere egregiamente svolto dagli uffici della Regione Piemonte. Un po’ come se fossero le Province della sanità. Ed allora perchè, con un atto di coraggio i consiglieri della Regione Piemonte di ogni ordine e grado non ne studiano l’abolizione? Anche questi sono infatti costi della politica!
Giusto per comprendere come vanno le cose in sanità, credo sia ora di ricordare alcune cose sulla pubblica amministrazione che, nel mio piccolo, ho imparato nel precedente ruolo di Assessore della Provincia di Torino.
L’iter istruttorio di una delibera, e credo non faccia eccezione più di tanto l’Ente regionale, prevede che prima di essere “passata” in Giunta contenga tutta una serie di pareri tra cui quello del Direttore della struttura, che non è un organo politico, che la sottoscrive assumendosene diverse responsabilità di tipo amministrativo. Il contenuto “politico” deve cioè passare il vaglio della legittimità amministrativa prima di essere licenziata dalla Giunta. Il fatto poi che venga presentata nei lavori di Giunta da un Assessore, non toglie che la responsabilità dell’approvazione o meno, sia di tutta la giunta che, infatti, esprime parere favorevole a maggioranza o, come di consueto, all’unanimità. Continua a leggere »

Come riportato da una nota di Eleonora Artesio, la seduta odierna della IV Commissione – sanità della Regione Piemonte ha chiarito come gli ospedali di Moncalieri, alessandria, Venaria, casa della salute di Asti e via discorrendo non sono all’ordine del giorno della Regione Piemonbte. In sostanza non si faranno. I fondi disponibili nel bilancio di previsione 2011 di 50 milioni di euro per l’edilizia sanitaria saranno ripartiti sinteticamente nelle due città della salute di Torino e Novara e in un capitolone unico per misure di messa in sicurezza dei vari presidi sanitari. Non possiamo quindi che prendere atto che ad esempio il nuovo ospedale di Moncalieri che si sarebbe dovuto costruire in zona Carpice sarà inglobato nella nuova città della salute di Torino che soddisferà i fabbisogni anche delle popolazioni di Moncalieri e Nichelino
Il riconteggio dei voti delle elezioni regionali in Piemonte più che aprire nuovi scenari, da il via a nuove partite sul fronte del centrosinistra, che molti pensano e nessuno dice. Molto di tutto ciò gira intorno alla possibilità che non si ritorni a nuove elezioni, ma ad una semplice sostituzione di Presidenti: via Cota, dentro Bresso. In questo caso Mercedes Bresso , il cui ruolo veniva dato per marginale, diventerebbe anche una volta il kingmaker della politica piemontese con Chiamparino “costretto” invece a sciogliere le sue perplessità politiche per giocare un ruolo di primo piano verosimilmente a livello nazionale. Gli stessi rapporti tra Mercedes Bresso ed il suo partito, il PD, si riposizionerebbero con un indubbio vantaggio a favore della “nuova” Presidente, tenendo conto che la sostituzione dei consiglieri del listino premierebbe figure certamente molto vicine a Bresso diminuendo l’eventuale potere di interdizione all’interno della stessa maggioranza dei partiti del centrosinistra. In parole povere si è più vicini ad una soluzione senza nuove elezioni e con Bresso confermata per un secondo mandato in posizione di forza. Un nuovo scenario, insomma, che non potrà essere lo stesso di quello di qualche mese orsono anche se avesse vinto allora Bresso e nulla potrà essere come prima anche all’interno delle due coalizioni.
Il Presidente della Regione Piemonte annuncia un nuovo piano sanitario in cui gli ospedali saranno gestiti secondo un modello “riunito” nelle ASO e scorporate dalla ASL. Il Pd critica il modello e rilancia l’attuale modello. Cosa ne capisca la gente è tutto da vedere. Mi sembra il solito giro di valzer incentrato sulle partite di giro dei soldi e di tentativi di penetrazione della sanità privata. Non mi sembra un gran cambiamento: dal punto di vista della maggioranza le solite storie; dal punto di vista dell’opposizione idem. La tristezza è che nessuno parla di cosa effettivamente si aspettano le persone che si rivolgono alle strutture sanitarie. Oltre al fatto che di prevenzione, cure domiciliari, assistenza di prossimità, miglioramento delle diseguaglianze di salute non se ne parla proprio. Mah!




