ott 242013
 

Roma, 23 ott. (Adnkronos Salute) – Lacrime amare per i medici italiani. A ogni camice bianco del Servizio sanitario nazionale il blocco dei contratti e delle retribuzioni dei lavoratori del pubblico impiego – in vigore dal 2010 e che verrà esteso a tutto il 2014 – alla fine di questi cinque anni sarà costato circa 29 mila euro. Poco meno di 400 euro al mese che, se si considera anche l’incremento delle tasse regionali e comunali porta a una perdita d’acquisto mensile dei medici pari a circa 450 euro. Un salasso che le norme inserite all’interno della legge di stabilità – congelamento dell’indennità di vacanza contrattuale e del blocco della retribuzione accessoria, riduzione degli straordinari – hanno ulteriormente appesantito. A scattare la fotografia sulla perdita del potere d’acquisto dei medici a causa del blocco dei contratti del pubblico impiego – che coinvolge tutti i dipendenti non solo dello Stato ma anche di Ssn, scuola, Regioni ed enti locali – è un’analisi elaborata per l’Adnkronos Salute dall’Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn.

Analizzando la tabella, che tiene conto dell’inflazione media Istat, emerge con chiarezza la perdita, anno per anno, del potere di acquisto delle retribuzioni dei medici per colpa del blocco contrattuale: nel 2010, con un’inflazione dell’1,50% si è registrata una perdita consolidata di 1.311 euro lordi, salita a 3.683 nel 2011, fino a 6.387 nel 2012, con un’inflazione pari al 3%. Tutte perdite consolidate, precisa l’Anaao Assomed. Quest’anno i camici bianchi dovranno invece fare i conti con una perdita stimata del potere d’acquisto dei loro stipendi pari a 7.597 euro. Parliamo di circa 700 euro lordi al mese. E non e’ finita. Lo stop ai contratti confermato anche per il 2014 produrrà, nel prossimo anno, una perdita stimata del potere d’acquisto dei medici pubblici pari a 8.793 euro.

“La perdita netta in busta paga mensile – spiegano dal sindacato – è di 383,18 euro cui vanno aggiunte le perdite dovute al congelamento del fondo accessorio e al mancato adeguamento delle retribuzioni ai 5 e 15 anni”. E ancora: “La riduzione degli straordinari e l’incremento delle tasse locali regionali e comunali rendono verosimile una perdita media netta mensile di circa 450 euro”.

feb 192011
 

Cota perde contro il ricorso della Cosmed Piemonte (che riunisce diverse sigle sindacali tra le quali l’Anaao, il maggior sindacato dei medici), e dovrà ammettere alle consultazioni sulla sanità anche chi non la pensa come lui. Così ha decretato la Sezione Lavoro del Tribunale Civile, accogliendo la tesi di comportamento antisindacale della Regione Piemonte che ha conciliato.

lug 182010
 

Si potrà o meno essere d’accordo con la modalità di protesta che il 19 luglio i medici del Servizio Sanitario Nazionale attueranno per 24 ore: lo sciopero generale della categoria. Ma sicuramente non si potrà non essere d’accordo con i motivi che hanno portato a questa forma di agitazione a fronte del testo della manovra finanziaria recentemente approvata:

- nessuna risposta sul blocco del turnover che determinerà nei prossimi 4 anni una carenza di circa 30.000 medici e dirigenti sanitari necessari al funzionamento degli Ospedali e dei Servizi Territoriali, anche a fronte del licenziamento della metà dei precari in settori fondamentali quali il pronto soccorso e i trapianti;

- nessuna risposta sulla precarizzazione di tutti gli incarichi professionali, non rinnovabili a prescindere da merito e competenze, che spalanca le porte alla invadenza della politica; – nessuna risposta sul congelamento della progressione economica prevista e finanziata dal CCNL e non dalla spesa pubblica, e sulla mancata retribuzione dei turni notturni e festivi;

- nessuna risposta alla richiesta di attenzione per i giovani medici esageratamente penalizzati nel trattamento economico e nelle prospettive di carriera.

Qui il testo completo del comunicato stampa congiunto delle organizzazioni sindacali mediche