dic 042012
 

La recente norma sulla prescrizione dei farmaci generici rappresenta un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale? Un paper dell’Istituto Bruno Leoni a cura di Serena Sileoni, sottolinea le molte ombre della novella legislativa che in realtà sposta la decisione dal medico al farmacista e non provoca risparmi per lo Stato. Si configurerebbe, anzi, un’azione di politica industriale da parte dello Stato che avvantaggerebbe una parte della filiera produttiva a discapito di quella che in realtà continua a fare ricerca. Nel paper vengono inoltre chiarite diverse perplessità che i medici continuano ad avere sui cosiddetti generici, in realtà sottratti ad una completa sperimentazione.

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lug 102010
 

L’8 luglio è stato presentato il nuovo Rapporto sull’uso dei farmaci in Italia nel 2009  dell’Osmed (consultabile qui). In sintesi

• Nel 2009 il mercato farmaceutico totale, comprensivo della prescrizione territoriale e di quel- la erogata attraverso le strutture pubbliche (ASL, Aziende Ospedaliere, Policlinici Universita- ri, ecc.) è stato di oltre 25 miliardi di euro, di cui il 75% a carico del Servizio Sanitario Nazionale. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci è stata di 420 euro.

• La spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata, è in leggera crescita ri- spetto all’anno precedente (+1,4%), mentre quella a carico del SSN diminuisce dell’1,7%, questo andamento è spiegabile in larga misura da un aumento delle compartecipazioni da parte dei cittadini (ticket +33,3%), dello sconto (+25,6%) e da una diminuzione dei prezzi (-3,2%). Nella valutazione di questa riduzione bisogna tener conto che una quota della pre- scrizione è stata erogata tramite forme diverse di distribuzione quali la diretta e la per con- to. Questa modalità di distribuzione incide mediamente nelle Regioni in cui viene adottata per circa il 22%, con livelli superiori al 30% in Emilia-Romagna e Toscana.

• Come già osservato nel 2008 la Regione con il valore più elevato di spesa pubblica per far- maci di classe A-SSN è la Calabria con 275 euro pro capite, mentre il valore più basso si ri- scontra nella Provincia Autonoma di Bolzano (circa 149 euro).

• La sostanza più prescritta è risultata, nel 2009, il ramipril con 47 DDD/1000 abitanti die. Altre sostanze rilevanti per consumo sono l’acido acetilsalicilico usato come antiaggregan- te piastrinico (42 DDD) e l’amlodipina (27 DDD). Alti livelli di esposizione nella popolazio- ne si osservano per l’associazione amoxicillina+acido clavulanico, per l’acido acetilsalicili- co e per il lansoprazolo con una prevalenza d’uso rispettivamente del 16,6%, 8,2% e 6,3%.

• I farmaci equivalenti rappresentano quasi la metà del consumo territoriale e circa il 28% della spesa, anche se la maggiore prescrizione si concentra ancora sui prodotti branded. Nel 2009 hanno perso il brevetto alcuni principi attivi molto prescritti come il pantoprazolo e il perindopril.

• Dall’analisi condotta nella popolazione a disposizione dell’OsMed si rileva nel complesso una prevalenza d’uso del 76%, con una differenza tra uomini e donne (71% e 81% rispet- tivamente). I maggiori livelli di consumo nelle donne riguardano i farmaci del sistema ner- voso centrale (e specificamente gli antidepressivi), i farmaci del sangue (soprattutto gli an- tianemici) e i farmaci del sistema muscolo-scheletrico (i bifosfonati). Alti valori di esposi- zione si osservano nei bambini e negli anziani: circa 8 bambini su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione (in particolare di antibiotici e antiasmatici).

• La spesa media di un assistibile di età superiore a 75 anni è di oltre 12 volte maggiore a quella di una persona di età compresa fra 25 e 34 anni (la differenza diventa di 17 volte in termini di dosi). La popolazione con più di 65 anni assorbe circa il 60% della spesa e delle DDD; al contrario, nella popolazione pediatrica fino a 14 anni, a fronte di elevati li- velli di prevalenza, si consuma meno del 3% delle dosi e della spesa.

lug 102009
 

medici

Il problema dei farmaci contraffatti non è cosa da poco. E’ una questione, oltre che di efficacia, anche di sicurezza per chi li assume, soprattutto in tempi di vendite via internet. Il problema si è reso sempre più critico soprattutto per noi andrologi dopo l’uscita di nuove molecole attive sul deficit di erezione: infatti è fiorito un florido mercato di pillolette blu e gialle vendute in rete a costi improbabili e chiaramente inattive. Questa mattina, durante la presentazione di un nuovo farmaco attivo su una disfunzione andrologica, mi è stato segnalato un sistema che un grande gruppo farmaceutico ha messo a punto contro la contraffazione dei propri prodotti. Il sistema è semplice: in ogni confezione è presente un codice che il paziente, il medico o il farmacista può digitare su un apposito sito per sapere se quella confezione è vera o falsa. Il sistema sarebbe in grado di ricostruire tutta la filiera della confezione dalla produzione alla distribuzione. La confezione stessa possiede un sigillo particolare a prova di manomissione che non può essere ricostruito dopo l’apertura. E’ chiaro che tutto questo sistema è principalmente rivolto ad evitare il commercio via internet di prodotti contraffatti con seri danni per le aziende, ma sicuramente può considerarsi un passo avanti per la sicurezza delle persone, spesso spinte ad acquistare questi farmaci per la convenienza elettronica. Questo tipo di tracciabilità potrebbe, in futuro, avere delle applicazioni insospettate e personalizzate per ogni paziente, ma recuperare la filiera di un prodotto complesso come un farmaco potrebbe rappresentare una novità di non poco conto. 


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