mag 062010
 

Se vi chiedete come è scoppiata la popolarità di Clegg, una risposta ci viene da diversi commenti tra cui uno illuminante di Alessio Antichieri su Rai News 24. In sostanza l’esposizione mediatica di Clegg sarebbe nata da una mossa, certamente azzeccata, di Gordon Brown che pose come condizione per la partecipazione ai tre dibattiti televisivi la partecipazione della terza forza dei Liberal Democratici guidati da Clegg per depotenziare il conservatore Cameron. E Clegg ha fatto il suo dovere facendosi paladino del cambiamento a danno dei conservatori. Comunque per capire cosa ha fruttato l’esposizione di Clegg, più che il numero dei seggi (da non dimenticare il sistema inglese dove chi arriva primo in un collegio prende tutto) bisognerà vedere le percentuali assolute. Da annotare che non è avvenuto il preannunciato crollo dei laburisti che comunque  tengono anche se perdono.

mag 062010
 

Secondo i primi exit poll, in Gran Bretagna i conservatori otterrebbero 307 seggi, i laburisti 255, i liberaldemocratici  59. In sostanza ai Conservatori mancherebbero 19 seggi per la maggioranza assoluta che potrebbero trovare nelle liste minori. Parlamento “impiccato” secondo il gergo politico britannico dove nessun partito riesce a governare da solo. Malgrado le anticipazioni di questi giorni i lib dem sarebbero in flessione nel numero dei seggi. Sarebbe pure possibile una maggioranza laburisti-lib dem, ma se Clegg manterrà i propositi preelettorali questo tipo di maggioranza non vedrà la luce.

apr 292010
 

Che per ricercare qualcosa di innovativo nelle forme politiche sia necessario guardare fuori dal nostro Paese, non è necessario ricordarlo. Ma va sottolineato quello che sta succedendo in Gran Bretagna dove è stato lanciato il “Digital Debate” in vista delle prossime elezioni. Si tratta di un vero e proprio dibattito in rete sostenuto congiuntamente da Google e Facebook attraverso cui si instaura un rapporto interattivo tra i candidati e i navigatori virtuali che possono porre le loro domande con fondata speranza di avere una risposta. Anzi, le migliori sono state effettivamente poste nel dibattito di questa sera tra Clegg, Brown e Cameron. A completare l’esperimento di politica virtuale, c’è anche la possibilità di votare le risposte date dai leader per qualche giorno. Al momento Clegg  è in vantaggio di diverse lunghezze su Cameron. Brown insegue in coda in splendida solitudine.

apr 292010
 

“Niente bonus ai direttori delle banche, per incoraggiarli a guardare al lungo termine; istituire un tetto di 2.500 sterline ai bonus pagati cash; divieto assoluto a distribuire bonus per quelle banche che hanno registrato delle perdite. “E’ una ricetta dura  ma è il modo giusto di procedere”. Non ci crederete, ma queste parole non le ha dette il New Labour, ma il liberaldemocratico Clegg proprio questa sera nell’ultimo confronto pre-elettorale in Gran Bretagna. A momenti uno diventa liberale…

apr 152010
 

Dopo Europe Ecologie, una novità politica europea potrebbe venirci dalle elezioni inglesi di maggio attraverso i LibDem, i Liberal Democratici. Con un linguaggio secco e chiaro, la missione che si prefiggono è recuperare voti nel bacino di delusi sempre più ampio dalle politiche dei laburisti e conservatori, certamente più grande del tradizionale corpo elettorle liberale. Merito, equità, spesa responsabile e libertà civili sarebbero, secondo al buona interpretazione fornita da Frontpage, le quattro gambe della proposta della storica terza forza britannica. Certamente con maggiori punti in comune con i laburisti, il partito del giovane e brillante Clegg si candida comunque non solo ad essere l’ago della bilancia o comunque la forza che potrebbe essere necessaria per formare un nuovo governo, ma a sparigliare l’imbolsita politica di sua Maestà che non sembra riuscire ad appassionare più di tanto le giovani generazioni inglesi e comunque teme l’onda astensionistica che ha tenuto banco recentemente in Francia e in Italia. Proposte chiare, certamente. I Liberal Democratici infatti sembrano essere ad esempio l’unica forza che veramente sta rappresentando l’area dei diritti civili su cui anche i “progressive” laburisti zoppicano. L’economia viene certamente presa molto sul serio, ancor più dei leader conservatori, prendendo di petto, ad esempio, il debito pubblico. Con ricette che in altre lande sconfinerebbero nella tradizione rossissima del taglio dei benefit ai ricchi e della tassazione dei loro castelli.
Antidogmatici per formazione, rilanciano la necessità di dare maggiori opportunità ai giovani mediante l’istruzione, tutelare meglio le famiglie con una “No-tax” fino a un certo reddito. Ma veramente il linguaggio fresco, la determinazione, l’antidogmatismo, il tentativo di dare una nuova credibilità alla politica, le soluzioni spiegate chiaramente potranno fare la differenza in queste elezioni. Da tenere d’occhio quindi, sperando che i riflettori dell’analisi politica possano veramente chiarirci queste forze che si affacciano con rinnovata audacia nel panorama politico: Europe Ecologie e LibDem. Magari una ventata di aria fresca nel chiuso delle contorsioni italiane che non ci affascinano più.