Dorino Piras

La Salute, l'Ambiente, il Lavoro

L’ospedale Amedeo di Savoia e Luc Montaigner

Luc Montaigner può essere considerato uno dei miti della moderna medicina non solo per l’attività che lo ha portato a definire il virus dell’AIDS-HIV, ma anche per le difficoltà che ha dovuto affrontare per il riconoscimento di questa ricerca e per l’attuale impegno internazionale che spazia tra Cina, Africa, Francia ed altri posti sparsi per il mondo. Mi ha colpito, oggi leggere l’intervista pubblicata su Repubblica.it dove tra le altre cose afferma: “Se riuscissimo a guarire i malati di Aids di oggi, riusciremmo probabilmente a spegnere l’epidemia. E’ in questo campo che mi sto impegnando di più in materia di Aids”. Colpisce proprio perchè oggi, nella mia città, sta andando avanti un’insensata idea che porta alla chiusura dell’Ospedale Amedeo di Savoia, con la generica idea di trasferirlo a diversi chilometri da Torino (una quindicina) in una posizione completamente disagiata, lontana dai collegamenti, in una struttura non attrezzata. Luc Montaigner, tra l’altro, ha recentemente visitato proprio l’Amedeo di Savoia, riconsocendone l’importanza. Conosco l’ Amedeo di Savoia per aver lavorato lungamente presso l’ospedale “fratello”, il Maria Vittoria che normalmente presta al bisogno diversi specialisti che vi svolgono consulenze. Stride, questa decisione, con la necessità di dare migliore e maggiore accessibilità a malati che sono oggettivamente svantaggiati e che di riflesso avrebbero maggiori difficoltà proprio ad essere seguiti in una struttura che, certamente invecchiata, possiede comunque una possibilità di accesso ottima, oltre alla professionalità di chi vi opera riconosciuta ad ogni livello. E chiaramente non solo per l’AIDS, ma è inutile ricordarlo. Invece della chiusura bisognerebbe “pre-occuparsi” di andare nella direzione indicata da Montaigner e porsi l’obbiettivo di guarire questi malati senza altre corbellerie di accompagnamento. Guarirli significa anche permettere anche alle loro famiglie o comunque ai loro legami di continuare ad avere servizi che solo a Torino possono ricevere, perchè la malattia non è solo virus ma anche accesso a tutti i livelli. L’invito è quindi quello di ricordare il proprio interesse a chi di dovere, anche con la semplice sottoscrizione di una petizione pubblicata qui

Il vaccino anti-aids è proprietà pubblica

Malgrado le cautele di rito, il cosiddetto “vaccino anti-aids” – o Tat dal nome della proteina su cui agisce – ha molti pregi ed è la speranza di ognuno di noi, soprattutto di chi vede la devastazione della malattia. Tra tutte le positività è veramente utile segnalarne una spesso non ricordata.Il vaccino Tat, infatti come dice Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto superiore di Sanità «è un modello perfetto di ricerca traslazionale pubblica, cominciata dal laboratorio per arrivare al letto del paziente. L’Istituto ha protetto la proprietà intellettuale registrando dieci brevetti». Da cui non si esclude un domani la collaborazione con le aziende farmaceutiche, ma al contrario la produzione e la commercializzazione troverà queste come grandi alleate. Ma questa volta su un piano di parità e con il beneficio della cosa pubblica. Un modello veramente da incentivare come nuova frontiera dell’innovazione della ricerca in cui gli istituti pubblici investono sulla formazione di ricercatori e ne traggono benefici, magari da reinvestire in un circolo virtuoso. Dove anche gli argomenti di ricerca possano essere indirizzati verso tutto ciò che è interesse appunto pubblico.

AIDS. Il Kenia propone un mese senza sesso

Un mese senza sesso per frenare la diffusione dell’Aids: questa è la proposta del Southern African Journal of Hiv Medicine. La proposta ha un suo razionale malgrado a prima vista sembri senza molto senso. Infatti l’astinenza contribuirebbe a fermare il contagio in quanto il rischio di trasmissione sarebbe più alto nelle sei settimane successive al contagio. L’astinenza durante questo periodo darebbe tempo al sistema immunitario dei nuovi contagiati di reagire contro il virus riducendo il tasso di infezione.