mag 102010
 

In Gran Bretagna la riforma elettorale è diventata il vero spartiacque per la nascita di un accordo tra i liberali e i conservatori/laburisti. Tra i diversi sistemi è rispuntato il cosiddetto “voto alternativo” già consolidato in Australia per la Camera e in Irlanda per il Presidente. Ma cos’è il “voto alternativo”? Il sistema rientra, normalmente, nella famiglia del voto maggioritario e funziona in questo modo. Poniamo che esistano 4 candidati: Rosso, Nero, Giallo, Blu. Gli elettori devono ordinare tutti i candidati secondo un ordine di preferenza mettendo un numero vicino a ogni candidato. Un esempio potrebbe essere:

CANDIDATI
ORDINE PREFERENZA
GIALLO 3
ROSSO 1
NERO 4
BLU 2

In sostanza l’elettorale ha dato la prima preferenza al rosso, poi al blu,al giallo e al nero. Si contano a questo punto le prime preferenze. Se un candidato raggiunge il 50% ha vinto e prende il seggio. Se nessuno raggiunge il 50%, si elimina il candidato che ha raggiunto il minor numero di voti (in questo caso il nero) e si assegnano i suoi voti (quelli sempre del nero) a quell che ha ricevuto la seconda preferenza. Si ricontano quindi i voti e se qualcuno raggiunge il 50 % dei voti vince. In caso contrario si ripete la procedura eliminando sempre il candidato che ha ricevuto meno voti e riassegnando i suoi voti alla seconda preferenza. Chiaramente ad un certo punto non potranno che rimanere due candidati e per forza di cose uno avrà il 50% dei voti. (per una spiegazione più ampia è possibile consultare questa voce di wikipedia).

Sulla diffficoltà del sistema al posto di mettere la croce, si potrebbe obiettare che gli elettori italiani non sono meno capaci degli irlandesi o degli australiani. Sui vantaggi di questo sistema sicuramente può essere citato il fatto che elimina di fatto la dipendenza dalle alleanze pre elettorali, favorisce l’emergere di due blocchi consolidando il bipolarismo (a chi piace), favorisce i partiti maggiori e anche quelli geograficamente concentrati (nel caso italiano potrebbe essere la Lega) ed in grado di proporsi come seconda preferenza.