giu 022013
 

Una malattia divenuta tristemente un fenomeno sociale, dunque un’emergenza che non può essere relegata nel privato di chi ne è vittima, perché il cancro è una patologia che riguarda l’intera collettività sia sul piano della prevenzione che della cura.
Una malattia che troppo spesso ne genera un’altra: la solitudine di chi deve affrontare questa realtà delicata e complessa che scompensa gli equilibri relazionali, che apre scenari dove non è sempre facile trovare soluzioni, risposte.

Mille nuovi casi al giorno nel 2012, 4 milioni di persone (famigliari e caregiver) che si prendono cura dei malati, con il 33% di disabilità e inabilità complessivamente riconosciute dall’INPS e con il 4% della popolazione che ha avuto una diagnosi di tumore: questo è il cancro. Con un impatto socio-economico, in termini di spese sanitarie e perdita di produttività, pari allo 0,6 % del PIL, con un costo complessivo che supera 8 miliardi di Euro (pari a circa 25.800 euro l’anno per paziente).

I Rapporti dell’Osservatorio offrono uno spaccato realistico sul fenomeno di questa patologia. Attraverso un lavoro di documentazione che mette insieme i molteplici aspetti del problema da quello sanitario a quello socio- assistenziale, da quello previdenziale a quello economico, da quello della ricerca a quello del volontariato. Sono infatti questi aspetti alla base delle rivendicazioni presso le istituzioni locali, regionali, ministeriali e parlamentari che di fronte al fenomeno devono essere in grado di offrire strumenti di supporto e risposte per assicurare il più universale dei diritti: quello umano.

Qui il link per scaricare il Rapporto

giu 072010
 

Gli oncologi italiani hanno lanciato il loro allarme sulle conseguenze della manovra finanziaria dalla sede del più prestigioso congresso mondiale di oncologia, ASCO, che si sta tenendo a Chicago. L’avvertimento è corredato da considerazioni puntuali che i responsabili del Governo dovrebbero analizzare con attenzione. Ad esempio si sottolinea come la manovra comporterà maggiore sofferenza delle strutture del Sud Italia che rischieranno di chudere aumentando i viaggi della speranza. E proprio su questo punto si sottolinea come la riduzione della migrazione sanitaria otterrebbe un risparmio minimo  almeno del 10% della spesa sanitaria. Secondo il Presidente degli oncologi italiani, Prof. Carmelo Iacono, la vera risposta è la creazione di un sistema a rete dimodochè un centro possa supplire le carenze di un altro.

Particolare attenzione viene inoltre posta al taglio trasversale del personale. I dati pubblicati dal libro bianco redatto dagli oncologi italiani, giunto alla quarta edizione, sottolinea che un’ulteriore riduzione del personale medico ed infermieristico, che si verificherà con il blocco del turnover, porterà inevitabilmente al blocco delle attività, oltre all’illogicità a questo punto di un eventuale investimento sul macchinario compiuto negli anni scorsi che non avrebbe la possibilità di funzionare data, appunto, la carenza di organico. La stessa idea di un taglio dei farmaci più costosi deve essere considerata con attenzione. Secondo gli oncologi la personalizzazione della cura è una delle armi oggi più “affilate” perchè è giusto dare al paziente giusto il farmaco giusto ed è la base per un vero risparmio in sanità: “La caratterizzazione biologica dei tumori è essenziale e richiede laboratori specializzati, figure dedicate e un lavoro comune di formazione per ridurre sempre più gli errori diagnostici”, spiega il professore Marco Venturini, presidente eletto dell’Associazione. E questo è il percorso – sottolinea Venturini – che Aiom sta realizzando con Siapec, Società di Anatomia Patologica: “Sarebbe davvero miope tagliare questi costi che si traducono in un evidente risparmio di spesa nel medio periodo, evitando di utilizzare farmaci estremamente costosi per pazienti che non ne trarrebbero alcun beneficio”. Inoltre – ricorda l’Aiom – i farmaci biosimilari, le molecole copia di medicinali biologici ‘griffati’, possono offrire un’alternativa più economica ma “solo a patto che vi sia una sana competizione basata sull’efficacia e la sicurezza. Il prezzo non può  essere un criterio per decidere quale molecola utilizzare”. E sono prorpio le stesse società specialistiche che stanno affrontando la questione dei migliori modelli organizzativi che diano una effettiva risposta ai bisogni dei pazienti contenendo i costi. La stessa AIOM ha pesentato 22 linee guida  che individano i migliori percorsi oncologici anche dal lato dell’appropriatezza delle cure, con allegato il progetto “Right” per la verifica dell’applicazione di queste linee guida.