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	<title>Dorino Piras &#187; Elezioni Torino 2011</title>
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		<title>Economia ambientale: la forza degli interessi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 23:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché le politiche ambientali, più di altre, trovano sempre ampi settori di contrapposizione? Tra i vari motivi vorrei sottolinearne uno di particolare forza: la distribuzione dei costi e dei benefici associata a queste ha spesso caratteristiche particolari per cui i benefici sono molto dispersi, mentre i costi sono concentrati. Mi spiego. Se una politica vuole [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/uscita-demergenza.001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4422" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="uscita d'emergenza.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/uscita-demergenza.001.jpg" alt="" width="250" height="230" /></a>Perché le politiche ambientali, più di altre, trovano sempre ampi settori di contrapposizione? Tra i vari motivi vorrei sottolinearne uno di particolare forza: la distribuzione dei costi e dei benefici associata a queste ha spesso caratteristiche particolari per cui i benefici sono molto dispersi, mentre i costi sono concentrati.<br />
Mi spiego. Se una politica vuole essere efficiente il suo risultato deve prevedere benefici superiori ai costi totali. A loro volta se questi costi e benefici fossero distribuiti in parti eguali, tutti ne trarrebbero un vantaggio e dunque verrebbe accettata. Nella realtà è difficile che si verifichi ciò e sembra che per la matrice ambientale questo risulti quasi impossibile.<br />
Risulta esperienza comune che i miglioramenti dell’ambiente recano benefici a moltissime persone, mentre i costi, obbiettivamente subito visibili, ricadono per lo più su un gruppo ristretto, ad esempio sulle imprese come anche su alcuni tipi di consumatori.<br />
Il problema centrale è quindi di natura distributiva. Teniamo conto che la natura del problema può ingenerare danni o esternalità supplementari, come avviene in altri campi come quello ad esempio sanitario. Potrebbe semplicemente verificarsi il caso mistero che forze economiche organizzate possano esercitare azioni di lobbing “investendo” risorse in quantità direttamente proporzionale ai costi che si vorrebbero evitare. Ciò può provocare almeno due fattori negativi: il blocco di politiche ambientali maggiormente rispondenti al criterio dell’efficienza e la sottrazione di risorse ad attività in grado di aumentare il benessere sociale.<br />
Sia chiaro che la corretta rappresentazione degli interessi in campo è legittima e positiva. Il problema rimane il corretto governo di tutti gli interessi e la costruzione di criteri di valutazione dell’interesse generale, che per inciso a livello secco di economia è il cosiddetto benessere sociale.<br />
Ancora una volta risulta difficile lasciare alle sole forze del mercato la risoluzione del problema. Solamente lo sviluppo dell’azione pubblica, e non il suo ridimensionamento, può comporre tali problemi di natura distributiva.</div>
<p style="text-align: justify;">
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Feconomia-ambientale-la-forza-degli-interessi%2F&amp;title=Economia%20ambientale%3A%20la%20forza%20degli%20interessi" id="wpa2a_4"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Progressisti anche in tempi di crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 23:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste una storia a mio avviso esemplare per capire come funzionano i progressisti ed è quella di William Beveridge il quale venne chiamato da Winston Churchill a elaborare una riforma delle assicurazioni sociali e finì per costruire un progetto che ha fondato il moderno stato sociale, la sanità garantita come bene pubblico e ha innovato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/inquinare-meno2.0011.jpg"><img class="size-full wp-image-4408 alignleft" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="inquinare meno2.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/inquinare-meno2.0011.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a>Esiste una storia a mio avviso esemplare per capire come funzionano i progressisti ed è quella di William Beveridge il quale venne chiamato da Winston Churchill a elaborare una riforma delle assicurazioni sociali e finì per costruire un progetto che ha fondato il moderno stato sociale, la sanità garantita come bene pubblico e ha innovato i metodi dell’intervento statale nell’economia e nella società. Beveridge non era certo classificabile come un progressista, quanto come un liberale inglese vecchio stampo, anche se certamente una svolta profonda nella sua vita fu l’amicizia che strinse con i coniugi Webb – fondatori della London School of Economics ma soprattutto animatori della società fabiana. La questione  per noi ora interessante non è “cosa” scrisse e fece Beveridge, ma in realtà “quando” lo fece, fatto che sembra dimenticato.<span id="more-4205"></span> Il lavoro della Commissione Beveridge si sviluppò tra il luglio del 1941 ed il dicembre 1942, datain cui fu pubblicato il celebre Rapporto. Nel mezzo di uno sforzo bellico senza precedenti, in una Gran Bretagna certamente in difficoltà e in cui il sistema delle assicurazioni pubbliche, l’organizzazione sanitaria e la riforma dei servizi sociali non erano esattamente al centro delle preoccupazioni del governo. Oggi, in tempi certamente difficili, il mantra che sentiamo sempre più spesso è “non si può fare” oppure “non esistono le condizioni per farlo”. La domanda è se nel 1942 di Beveridge e Churchill esistessero le condizioni economiche, politiche, sociali, internazionali per fare tutto ciò che fecero: l’odierno stato sociale. La politica che costruisce il progresso non riconosce periodi in cui non esistano le condizioni per essere promossa. Non avventurarsi verso il progresso, perchè tutto intorno sembra che non ne esistano le possibilità, è semplicemente una ragnatela mentale da conservatore.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fprogressisti-anche-in-tempi-di-crisi-2%2F&amp;title=Progressisti%20anche%20in%20tempi%20di%20crisi" id="wpa2a_8"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>I trasporti sono energia. Anche a Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 23:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molto spesso non ci rendiamo conto che la politica dei trasporti è strettamente connessa con quella dell’energia. Se pensiamo che i trasporti  rappresentano uno dei settori che in assoluto consumano più energia – circa il 71% del consumo globale del petrolio nell’Unione Europea, non potrà non esserci chiaro che questi due settori condividono molti più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/santino-per-blog.0012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4347" title="santino per blog.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/santino-per-blog.0012-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Molto spesso non ci rendiamo conto che la politica dei trasporti è strettamente connessa con quella dell’energia. Se pensiamo che i trasporti  rappresentano uno dei settori che in assoluto consumano più energia – circa il 71% del consumo globale del petrolio nell’Unione Europea, non potrà non esserci chiaro che questi due settori condividono molti più obbietivi di quanto non si creda: ridurre il consumo e l’importazione di fonti fossili, la nostra dipendenza energetica da queste materie prime, ridurre le emissioni di CO2 per ricordare quelli su cui si concentra la maggiore attenzione. Questo fatto è d’altra parte ricordato anche in documenti quali il libro verde sull’efficienza energetica dell’Unione Europea (http://ec.europa.eu/energy/efficiency/index_en.htm).  La politica energetica dell’Unione Europea, infatti, è tesa a garantire competitività e sicurezza dell’approvvigionamento e protezione dell’ambiente concentrandosi in particolare su nuove politiche dei trasporti che riducano i consumi di energia migliorando l’efficienza dei consumi di carburante dei veicoli, anche sostituendo gradualmente il petrolio con altri carburanti come il gas naturale, l’elettricità, l’idrogeno o altre fonti. Il problema, soprattutto per le amministrazioni locali, sarà quello di comprendere e coniugare questi settori in una collaborazione strategica dando immediatamente agli stessi obbiettivi comuni da raggiungere.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fi-trasporti-sono-energia-anche-a-torino%2F&amp;title=I%20trasporti%20sono%20energia.%20Anche%20a%20Torino" id="wpa2a_12"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Piemont Europa Ecologia contro il declino</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 23:12:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non capisco come continuiamo a volere uno sviluppo senza ricerca. Abbiamo assistito praticamente inermi alle diverse trasformazioni degli ultimi dieci anni pensando di continuare a produrre beni a bassa tecnologia  basso contenuto di conoscenza illudendoci anche che il traino di industrie, che pure hanno reso grande la nostra città, durassero all’infinito. Non abbiamo detto e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/santino-per-blog.0013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4349" title="santino per blog.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/05/santino-per-blog.0013-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Non capisco come continuiamo a volere uno sviluppo senza ricerca. Abbiamo assistito praticamente inermi alle diverse trasformazioni degli ultimi dieci anni pensando di continuare a produrre beni a bassa tecnologia  basso contenuto di conoscenza illudendoci anche che il traino di industrie, che pure hanno reso grande la nostra città, durassero all’infinito. Non abbiamo detto e fatto nulla quando altre aree europee hanno iniziato a modificare la propria specializzazione produttiva adeguandola agli avanzamenti scientifici. Ed oltre alla tipologia di produzione dobbiamo essere coscienti che continuare a cercare di ridurre il costo del lavoro invece di puntare all’aumento della qualità dei prodotti ci porterà in un vicolo davvero cieco senza uscita. Ma una città cosa può fare per invertire la rotta? <span id="more-4333"></span>Se di finanziamenti è inutile parlare, lo sforzo di ogni amministrazione dovrebbe essere quello di creare le condizioni “ambientali” affinchè i cosiddetti lavoratori della conoscenza, soprattutto giovani, possano trovare utile, conveniente e stimolante venire a studiare, produrre, vivere nella nostra città. Un abbozzo di risposta, anche se poco conosciuto, Torino l’ha data ad esempio sul fermento culturale e artistico. Ma ora bisognerebbe puntare seriamente a rendere Torino la capitale della conoscenza in settori come il le biotecnologie, le scienze di base e sopratutto i green jobs, i lavori verdi puntando a diventare davvero la capitale italiana della ricerca in tutto l’arco delle scienze ambientali che sta già producendo benessere in molte parti d’Europa, per non parlare degli Usa. Attività formative a livello internazionale sulla gestione delle acque pubbliche, centro di ricerca sulle energie a basso impatto, centro di studio e produzione di mezzi per la mobilità sostenibile sono già alla nostra portata.  Esprimere una volontà politica chiara e creare le condizioni per cui ciò avvenga è il compito che come Piemonte Europa Ecologia ci proponiamo per la Torino del XXI secolo.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fpiemont-europa-ecologia-contro-il-declino%2F&amp;title=Piemont%20Europa%20Ecologia%20contro%20il%20declino" id="wpa2a_16"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Perchè non eleggere i direttori della ASL?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 20:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I liberaldemocratici, nelle ultime elezioni inglesi, avevano lanciato una proposta apparentemente curiosa in fatto di sanità: trasformare i “primary care trust” &#8211; i corrispondenti della nostra Asl- in organi elettivi. In realtà l’idea non è così nuova e ne abbiamo traccia  nell’opera di Maccacaro negli anni ’70. Proprio oggi, nel pieno della discussione di deficit [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I liberaldemocratici, nelle ultime elezioni inglesi, avevano lanciato una proposta apparentemente curiosa in fatto di sanità: trasformare i “primary care trust” &#8211; i corrispondenti della nostra Asl- in organi elettivi. In realtà l’idea non è così nuova e ne abbiamo traccia  nell’opera di Maccacaro negli anni ’70. Proprio oggi, nel pieno della discussione di deficit sanitari, di critica ai poteri dei Direttori Generali sempre più monocratici, di ingerenze della politica persino nella nomina dei primari degli ospedali, questa proposta non è certamente da scartare.<span id="more-4289"></span> Infatti, uno dei settori di spesa maggiormente delicati e certamente onerosi, rimane in mano diretta non tanto della politica, quanto dei politici senza nessun vero controllo da parte di chi fruisce dei servizi sanitari. Il fatto che chi amministra il settore locale sanitario debba rispondere direttamente ai cittadini senza interposizioni e debba presentare un ventaglio di soluzioni al giudizio degli stessi destinatari del servizio con possibilità di scelta, potrebbe configurarsi come una piccola rivoluzione positiva con una semplificazione tra chi governa un sistema e chi ne usufruisce, rendendo maggiormente responsabili anche i cittadini del territorio sulle scelte da compiere e sottraendo la nomina al clientelismo politico e a meccanismi oscuri da parte ad esempio dei Presidenti di Regione che continuano a non essere perfettamente chiari. Chiaramente questa è una traccia che deve essere maggiormente sviluppata per ciò che riguarda il nostro territorio e che necessita di limiti e contrappesi adeguati come obbiettivi di politica sanitaria nazionali condivisi e mantenimento di interesse pubblico. Ma sicuramente ha il pregio della chiarezza, della responsabilità dei cittadini di una comunità data, della possibilità di scelta tra diversi programmi, di elezione di tecnici con una certa conoscenza del territorio in questione e via discorrendo.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fperche-non-eleggere-i-direttori-della-asl%2F&amp;title=Perch%C3%A8%20non%20eleggere%20i%20direttori%20della%20ASL%3F" id="wpa2a_20"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Edgar Morin e la nostra ecologia politica</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 23:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il calcolo applicato a tutti gli aspetti della vita umana nasconde quello che non può essere calcolato, cioè la sofferenza, la felicità, la gioia, l’amore, insomma tutto quello che è importante nelle nostre vite e che sembra extra-sociale, strettamente personale. Tutte le soluzioni sono quantitative: crescita economica, crescita del Pil. Quand’è che la politica prenderà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/logo-pee-scuro1.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4173" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="logo pee scuro" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/logo-pee-scuro1-120x120.png" alt="" width="120" height="120" /></a><span style="color: #808080;">Il calcolo applicato a tutti gli aspetti della vita umana nasconde quello che non può essere calcolato, cioè la sofferenza, la felicità, la gioia, l’amore, insomma tutto quello che è importante nelle nostre vite e che sembra extra-sociale, strettamente personale. Tutte le soluzioni sono quantitative: crescita economica, crescita del Pil. Quand’è che la politica prenderà in considerazione l’immenso bisogno d’amore della specie umana? Una politica che integrasse l’ecologia nella natura umana affronterebbe i problemi posti dagli effetti negativi – sempre più importanti rispetto agli effetti positivi – degli sviluppi della nostra civiltà (da cui deriva il degrado dei legami di solidarietà). Questo ci farebbe capire che l’instaurazione di nuove solidarietà rappresenta un aspetto fondamentale di una politica di civilizzazione. Così l’ecologia politica potrebbe entrare a far parte di una grande politica rigenerata, e contribuire a rigenerarla.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4172"></span>Tutte le politiche ecologiche hanno un duplice aspetto, uno rivolto alla natura, l’altro alla società. Così la politica che vuole sostituire le energie fossili inquinanti con delle energie pulite è al tempo stesso una politica sanitaria, di igiene, di qualità di vita. La politica del risparmio energetico è anche una politica che lotta contro le intossicazioni consumistiche delle classi medie. La politica diretta a disinquinare le città, sviluppando i trasporti pubblici elettrici e rendendo pedonali i centri storici, contribuirebbe molto alla riumanizzazione delle città, alla reintroduzione della diversità sociale e alla soppressione dei ghetti sociali, compresi quelli di lusso per privilegiati.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo secondo aspetto dell’ecologia politica – quello rivolto alla società – esiste già una parte economica e sociale. C’è anche qualcosa di più profondo, che non si trova ancora in alcun programma politico, ed è la necessità positiva di cambiare le nostre vite, non solo in direzione di una maggiore sobrietà, ma soprattutto della qualità e della poesia della vita. Questo secondo aspetto non è ancora abbastanza sviluppato nell’ecologia politica. In primo luogo, quest’ultima non ha ancora assimilato il secondo messaggio complementare del movimento ecologico, formulato nei primi anni settanta da Ivan Illich [filosofo dell'ecologia politica]. Quest’ultimo aveva formulato una critica originale della nostra civiltà, mostrando il malessere psichico che accompagnava i progressi del benessere materiale. Il malessere psichico era e rimane un settore riservato a medici, sonniferi, antidepressivi, psicoterapie, psicoanalisi, guru, ma non è visto come una conseguenza della nostra civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riscontra tuttavia una scarsa coscienza della relazione tra politica ed ecologia. Di fatto i problemi della giustizia, dello Stato, dell’uguaglianza, delle relazioni sociali, sfuggono all’ecologia. Ma una politica che non tenga conto dell’ecologia sarebbe monca, così come una politica che si riducesse alla sola ecologia. Alla visione di un uomo “sovrannaturale” non si è ancora sostituita la visione della nostra interdipendenza complessa con il mondo vivente, la cui morte significherebbe anche la nostra morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’ecologia politica apporta la sua verità e le sue insufficienze, i partiti di sinistra apportano, ognuno a suo modo, le loro verità, i loro errori e le loro mancanze. Tutti dovrebbero quindi scomporsi per ricomporsi in una forza politica rigenerata, che potrebbe aprire nuove strade. In economia la strada da seguire sarebbe quella del pluralismo. Dal punto di vista sociale sarebbe quella della regressione delle disuguaglianze, dello snellimento della burocrazia delle organizzazioni pubbliche e private, dell’instaurazione di rapporti di solidarietà. Da quello esistenziale, sarebbe quella di una riforma di vita, che porterebbe alla luce quello che tutti in modo più o meno inconsapevole provano, cioè che l’amore e la comprensione sono i beni più preziosi per un essere umano e che l’importante è vivere poeticamente, nel pieno sviluppo di sé, nella comunione e nella passione.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte al corso della nostra civiltà, divenuta globalizzata e diretta alla rovina, si impone un cambiamento di rotta. Così tutte queste nuove strade dovrebbero convergere per costituire una grande via che porterà a una rivoluzione, a una metamorfosi. Non siamo neanche all’inizio della rigenerazione politica, ma l’ecologia politica potrebbe dar vita all’inizio dell’inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il calcolo applicato a tutti gli aspetti della vita umana nasconde quello che non può essere calcolato, cioè la sofferenza, la felicità, la gioia, l’amore, insomma tutto quello che è importante nelle nostre vite e che sembra extra-sociale, strettamente personale. Tutte le soluzioni sono quantitative: crescita economica, crescita del Pil. Quand’è che la politica prenderà in considerazione l’immenso bisogno d’amore della specie umana? Una politica che integrasse l’ecologia nella natura umana affronterebbe i problemi posti dagli effetti negativi – sempre più importanti rispetto agli effetti positivi – degli sviluppi della nostra civiltà (da cui deriva il degrado dei legami di solidarietà). Questo ci farebbe capire che l’instaurazione di nuove solidarietà rappresenta un aspetto fondamentale di una politica di civilizzazione. Così l’ecologia politica potrebbe entrare a far parte di una grande politica rigenerata, e contribuire a rigenerarla.</p>
<p>Fonte <a href="http://presseurop.eu/it/content/article/29141-e-tempo-di-reinventare-il-mondo">presseurop.eu</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fedgar-morin-e-la-nostra-ecologia-politica%2F&amp;title=Edgar%20Morin%20e%20la%20nostra%20ecologia%20politica" id="wpa2a_24"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vivere è caro: tra federalismo fiscale e prelievi ecologici</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 23:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/vota-eco.0012.jpg"><img class="size-full wp-image-4221 alignleft" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="vota eco.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/vota-eco.0012.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Vivere sta diventando più caro? Certamente sì e la ragione non è l’inflazione. Purtroppo sono proprio gli Enti Locali che non ricevono risorse dallo Stato e sono costretti a tagliare diversi servizi e aumentare il costo di altri per riequilibrare i bilanci. Il cosiddetto “federalismo fiscale” dovrebbe a questo punto fornire lo strumento per tagliare sprechi ed indirizzare la tassazione locale verso imposte “virtuose”, ma non abbiamo ancora sentito nulla sulle intenzioni delle diverse coalizioni per il futuro.<span id="more-4222"></span> Personalmente credo sia necessario avere una rotta ben precisa a riguardo e dichiarare che sarà necessario preservare i servizi veramente utili &#8211; scuole, acqua, energia, welfare &#8211; per concentrare i prelievi maggiori verso quelle che vengono definite come “esternalità”. Ad esempio si potrebbe dare un segnale positivo colpendo maggiormente chi produce inquinamento e mette in carico a tutta la comunità i costi per bonificare l’ambiente. Si darebbe un segnale positivo anche a tutti coloro che si impegnano a preservare il nostro ambiente spendendo risorse proprie per questo sforzo.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fvivere-e-caro-tra-federalismo-fiscale-e-prelievi-ecologici%2F&amp;title=Vivere%20%C3%A8%20caro%3A%20tra%20federalismo%20fiscale%20e%20prelievi%20ecologici" id="wpa2a_28"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ecologia politica: iniziamo a fare ciò che è già possibile</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 23:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[autorizzazione integrata ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso, nei diversi programmi elettorali, ricorrono slogans di vario genere, giusti ma certamente spie di una mancata conoscenza di fondo. Se pensiamo ad esempio al recupero dell’acqua piovana, alla diagnosi energetica degli edifici, all’adozione degli energy manager, al mantenimento delle cubature e via discorrendo, dobbiamo anche sapere che la gran parte di queste cose sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/come-votare.0015.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4273" title="come votare.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/come-votare.0015-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Spesso, nei diversi programmi elettorali, ricorrono slogans di vario genere, giusti ma certamente spie di una mancata conoscenza di fondo. Se pensiamo ad esempio al recupero dell’acqua piovana, alla diagnosi energetica degli edifici, all’adozione degli energy manager, al mantenimento delle cubature e via discorrendo, dobbiamo anche sapere che la gran parte di queste cose sono già presenti nelle leggi regionali o nelle delibere di province e città. <span id="more-4271"></span>Ciò che è necessario è quindi fare in modo che tutto ciò si realizzi, che venga riconsiderato il piano di spesa delle amministrazioni e che interventi di questo tipo abbiano la precedenza. Noi continuiamo a pensare che mettere finalmente a regime un serio prelievo sull’inquinamento ambientale possa aiutare a trovare queste risorse, oltre a diminuire le spese per bonificare i danni all’ecosistema e a fornire una chiara indicazione sulla direzione che devono intraprendere le industrie dei nostri territori. Già una volta abbiamo dimostrato introducendo in maniera corretta l’Autorizzazione Integrata Ambientale in Provincia di Torino, come gli investimenti per allineare le industrie ai parametri europei in tema di emissioni in atmosfera non ha provocato la chiusura degli impianti, ma anzi ha fornito un vantaggio in termini di competitività proprio in Europa. Certo è che se si intendono foraggiare industrie decotte, tutto questo non ha più senso. Attenzione quindi a chi le spara più grosse soprattutto sulle politiche ambientali: spesso non si tratta di far approvare con percorsi lunghi e tortuosi nuovi provvedimenti, ma di far in modo che quelli già attivi vengano rispettati e messi in campo senza indecisione. Come per altri argomenti, gli strumenti esistono già ma non vengono usati coscientemente. Le nuove amministrazioni hanno quindi bisogno di persone a tutti i livelli che spingano per fare ciò che è già scritto e per metterlo in opera in maniera creativa, superando il concetto del “si è fatto sempre in questo modo” di cui sono ricchi gli uffici pubblici (e privati).</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fecologia-politica-iniziamo-a-fare-cio-che-e-gia-possibile%2F&amp;title=Ecologia%20politica%3A%20iniziamo%20a%20fare%20ci%C3%B2%20che%20%C3%A8%20gi%C3%A0%20possibile" id="wpa2a_32"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Punti di vista: fidatevi di voi!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 23:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cosa semplice. Purtroppo è presente anche nelle nostre coalizioni un istinto sbagliato, un messaggio in controluce che personalmente combatto. In sostanza è un tipo di messaggio che purtroppo vedo riaffiorare anche in questo primo round di campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, sia nei “giovani” che nei “vecchi” e che si può [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/nucleare-sicurezza.0013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4155" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="nucleare sicurezza.001" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/nucleare-sicurezza.0013-300x225.jpg" alt="" width="162" height="122" /></a>Una cosa semplice. Purtroppo è presente anche nelle nostre coalizioni un istinto sbagliato, un messaggio in controluce che personalmente combatto. In sostanza è un tipo di messaggio che purtroppo vedo riaffiorare anche in questo primo round di campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, sia nei “giovani” che nei “vecchi” e che si può riassumere più o meno così: voi, che ci votate, in sostanza non potete far nulla e contate poco; affidatevi a noi che abbiamo esperienza e sappiamo organizzare la “massa critica” e vedrete che tutto andrà nel migliore dei modi. <span id="more-4152"></span>Bene, chi pensa che questo non sia bello di per sè, ma che rappresenti in fondo la realtà non potrà trovare in queste pagine qualcosa che lo soddisfi ed i consigli di voto che qui tento di proporre non fa per lui. Perchè il nostro intendimento è l’inverso e nasce da una semplice considerazione: comprendere la molteplicità, le diverse sfaccettature del mondo moderno, i cambiamenti culturali che stanno avvenendo non può andare di pari passo con chi dice “fidatevi di noi, non ve ne pentirete”. Il nostro messaggio è diverso “fidatevi di Voi, non ve ne pentirete!”</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fpunti-di-vista-fidatevi-di-voi%2F&amp;title=Punti%20di%20vista%3A%20fidatevi%20di%20voi%21" id="wpa2a_36"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>PiemontEuropa Ecologia: pensare a Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 18:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Provate per un momento a pensare alla città in cui vivamo. Una grande città che rappresenta un nodo ineliminabile per la crescita economica e un grande insieme di persone che possono rappresentare fruitori intelligenti dell’energia rinnovabile del XXI secolo. Persone che però si sfiorano e non riescono a pensarsi come un insieme che, pur tra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/logo-pee-scuro.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4150" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="logo pee scuro" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/04/logo-pee-scuro-120x120.png" alt="" width="120" height="120" /></a>Provate per un momento a pensare alla città in cui vivamo. Una grande città che rappresenta un nodo ineliminabile per la crescita economica e un grande insieme di persone che possono rappresentare fruitori intelligenti dell’energia rinnovabile del XXI secolo. Persone che però si sfiorano e non riescono a pensarsi come un insieme che, pur tra mille differenze, hanno la stessa volontà di vivere in un ambiente più salubre, sicuro, producendo meno inquinamento ma con la sicurezza nello sviluppo di nuove opportunità di lavoro non delocalizzabili e che non distruggano le risorse per i nostri figli. <span id="more-4148"></span>Persone che non trovano oggi uno spazio che permetta loro di unirsi, di collaborare senza gerarchie opprimenti ma con un sistema a rete, dove partecipare all’idea di una radicale trasformazione energetica, di stili di vita più salubri, di gruppi interessati a una città vivibile, stabile e fiorente. Dove si possa incontrare e conoscere gruppi, società e associazioni per l’energia rinnovabile, organizzazioni per lo sviluppo immobiliare sostenibile, istituzioni portatrici di saperi economici ecologici, architettonici, centri di ricerca orientati al futuro, sostenitori di diritti diversi. Uno spazio in cui tutti coloro che vogliono abbracciare un nuovo cambiamento verde, che credono che la trasformazione ecologica sia la miglior strada percorribile per il futuro del lavoro di chi verrà dopo di noi, che pensano che la lentezza degli attuali cambiamenti non ci consentirà di contrastare le emergenze della salute, del lavoro, del clima ma che vogliono seriamente mettere mano ad una nuova città, che pensano che esista un’altra chiave di lettura del vivere insieme che non sia il semplice tirare avanti alla meno peggio o che festeggi come una rivoluzione avere amministratori onesti. Questo si propone di essere PiemontEuropa Ecologia: lo spazio dove le persone che credono sia possibile trasformare la nostra città possano organizzarsi su un piano di uguale importanza, lo strumento per pensare le trasformazioni di cui dobbiamo essere protagonisti, non oggetto.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fpiemonteuropa-ecologia-pensare-a-torino%2F&amp;title=PiemontEuropa%20Ecologia%3A%20pensare%20a%20Torino" id="wpa2a_40"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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