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	<title>Dorino Piras &#187; chiamparino</title>
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	<description>La Mente, l&#039;Ambiente, il Corpo</description>
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		<title>Crisi Piemonte: iniziamo dalla Sanità.</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2014 18:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi politico-sociale del Piemonte necessita di risposte forti. Iniziamo con gli Stati Generali della Salute del centrosinistra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2014/01/chiamparino1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6865" alt="chiamparino" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2014/01/chiamparino1.jpg" width="300" height="213" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il tramonto dell&#8217;attuale classe amministrativa del Piemonte è nei fatti. Ricorsi o non ricorsi, la sensazione della chiusura di un ciclo è palpabile nel comune sentire, anche se ciò non significhi automaticamente il passaggio di colore nelle bandierine del Consiglio Regionale. Ma è necessario dare una solida base ai ragionamenti che in tutti questi anni sono stati al centro di una crisi non solo politico-economica ma soprattutto sociale. Presentarsi di fronte alle speranze delle persone cercandone il consenso necessita un momento di ragionamento profondo e salutare dove si raccolgono tutte le battaglie fatte e si proiettano in un&#8217;idea di società, di volontà politica chiara e senza ambiguità. La proposta è quella di ripartire da un&#8217;idea di salute e di organizzazione dei servizi sanitari importante non solamente perché questa rappresenta circa l&#8217;80% del bilancio dell&#8217;attività di ogni regione, ma soprattutto perché i motivi ed i modi delle risposte sanitarie danno il senso e la forma di quale società vogliamo costruire. Tenendo conto che anche il centrosinistra dovrà operare scelte davvero dolorose per rimettere all&#8217;onore del mondo quanto di più sensibile tocca ogni cittadino: le cure e l&#8217;assistenza alla propria persona. Da qui dobbiamo ripartire, chiamando a raccolta le nostre intelligenze e la nostra esperienza per poter formulare proposte concrete ed efficaci sulla competenza principe dell&#8217;azione amministrativa regionale: l&#8217;organizzazione della risposta ai bisogni di salute. Che, è ormai ampiamente riconosciuto, non può limitarsi ad una risposta di tipo economicistico o semplicemente organizzativo. La proposta è quindi quella di iniziare a lavorare da subito trovando i modi e le sedi adeguate per iniziare a costruire una risposta forte e moderna che dovrà arrivare in tempi rapidi e certi. Una domanda che proponiamo prima di tutto a Sergio Chiamparino, il candidato certamente meglio &#8220;attrezzato&#8221; e che personalmente ritengo dotato di personalità e capacità politica tale da comprendere immediatamente quante chances si giochino su questo fronte anche in altri settori che devono essere rilanciati nella nostra Regione quali il lavoro, la ricerca, l&#8217;innovazione. Subito quindi una sorta di Stati Generali della Salute del centrosinistra. Per il nostro benessere e la nostra sicurezza di cittadini</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fcrisi-piemonte-iniziamo-dalla-sanita%2F&amp;title=Crisi%20Piemonte%3A%20iniziamo%20dalla%20Sanit%C3%A0." id="wpa2a_2"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Chiamparino: il Pd a sinistra?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 18:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sergio Chiamparino, in un suo editoriale pubblicato su Lettera 43, sostiene che il Pd debba allearsi con Vendola e Di Pietro. Il ragionamento viene fuori dall’analisi dei risultati dell’ultima tornata elettorale che vedrebbe nei fatti fuori gioco il mai compiuto terzo polo, estremamente deludente nei numeri e ondivago nelle alleanze. Il tutto viene completato dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/06/chiamaprino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4559" style="margin: 4px;" title="chiamaprino" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2011/06/chiamaprino.jpg" alt="" width="184" height="141" /></a>Sergio Chiamparino, in un suo <a href="http://www.lettera43.it/attualita/19216/il-pd-al-giro-di-boa.htm">editoriale pubblicato su Lettera 43</a>, sostiene che il Pd debba allearsi con Vendola e Di Pietro. Il ragionamento viene fuori dall’analisi dei risultati dell’ultima tornata elettorale che vedrebbe nei fatti fuori gioco il mai compiuto terzo polo, estremamente deludente nei numeri e ondivago nelle alleanze. Il tutto viene completato dal fatto che i referendum avrebbero dimostrato la volontà generale di “voler riaffidare alla spesa pubblica ed alla fiscalità generale il compito di trainare e governare il sistema”. Sergio Chiamparino è chiaramente un politico accorto ed intelligente e svolge il discorso con più eleganza di questa semplificazione, ma la somma del discorso è questa. Credo però che dovrebbe prestare maggiore attenzione a piccole insidie che si nascondono nelle pieghe del risultato, iniziando dall’analisi più puntuale dei numeri senza scorciatoie e approssimazioni.<span id="more-4558"></span> Sicuramente la sua esperienza e la sua camera di osservazione non sono trascurabili e sentono meglio il polso di politologi del giorno dopo che ci hanno spiegato il contrario di quello che affermavano il giorno prima delle votazioni, ma qualcosa credo gli sia sfuggito. Le persone hanno espresso un desiderio di cambiamento davvero non rituale e l’innovazione politica richiesta non credo possa ritrovarsi nei semplici cambi di maggioranza e di numeri: il problema, credo sommessamente, sta sia nel contenitore che nei contenuti. Parlare di novità politica non può significare rimpinguare o meno il consenso elettorale di contenitori che alla fine non corrispondono al desiderio comune di cambiamento. La stessa analisi sui contenuti emersi dalla volontà popolare non credo possa riportarsi all’oscillazione del pendolo tra statalismo e privatizzazione. Una mia personale convinzione è che le persone stiano semplicemente valutando tra due categorie di politici che sono, purtroppo, più o meno ugualmente distribuite nei diversi partiti: i “conservazionisti” e gli innovatori. I primi rappresentano la volontà di non voler cambiare più di tanto il quadro attuale, sia politico che economico. I secondi pensano che non siamo tanto in presenza di elettorati che miscelano in un unico contenitore idee tradizionalmente di destra o sinistra, ma che esistano nuove richieste, nuovi modi di produrre, pensare, scambiare, richiedere, informare e via discorrendo che trovano solo parzialmente risposte dai politici contemporanei. In sostanza la tradizionale divisione tra centro, destra e sinistra si sta scolorando in una nuova lente attraverso cui leggere la propria realtà e che suddivide il mondo in chi conserva e in chi innova. Sono certo che Sergio Chiamparino conosca il problema, ma probabilmente per lui abbia una valenza, un’importanza inferiore rispetto alla “politique” di tutti i giorni che ragiona, per sua natura ed anche con qualche ragione, in base alla forza impiegabile. Ma ciò non toglie che sarebbe davvero ora di sostituire il vetro degli occhiali buoni per il passato con più moderne lenti che mettano a fuoco il mondo che cambia.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fchiamparino-il-pd-a-sinistra%2F&amp;title=Chiamparino%3A%20il%20Pd%20a%20sinistra%3F" id="wpa2a_6"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Jacques Delors. Il respiro dell&#8217;Europa e gli omini verdi nostrani</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 20:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dorino Piras]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un fiorire di analisi, dati, commenti e qualche ricetta ci ha sommerso dopo le recenti elezioni regionali. Ricambi generazionali, di segretari di partito, bagni &#8211; pelosetti &#8211; di umiltà, indicazioni sul dove e come “stare con la gente”: non c’è che dire ne abbiamo sentite di ogni sfumatura. Forse l’ha però azzeccata Sergio Chiamparino quando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2010/04/delors.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1990" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="delors" src="http://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/uploads/2010/04/delors.jpg" alt="" width="144" height="101" /></a>Un fiorire di analisi, dati, commenti e qualche ricetta ci ha sommerso dopo le recenti elezioni regionali. Ricambi generazionali, di segretari di partito, bagni &#8211; pelosetti &#8211; di umiltà, indicazioni sul dove e come “stare con la gente”: non c’è che dire ne abbiamo sentite di ogni sfumatura. Forse l’ha però azzeccata Sergio Chiamparino quando dice che sì, bisogna stare tra la gente, ma sapendo anche cosa dire. E questa osservazione mi colpiva  quando, tornando in treno da Roma, mi godevo la lettura di un bel libro che consiglio vivamente edito da Rubbettino: “Jacques Delors: Memorie”, fortunosamente trovato nella libreria vicino a Montecitorio. Perchè per rispondere al federalismo arraffazzonato degli omini verdi, basterebbe conoscere e puntare veramente sull’Europa, sempre più vissuta come luogo lontano ed estraneo, ma in verità vera fucina di nuove idee e campo su cui ci stiamo giocando senza accorgercene il nostro futuro. “La competizione che stimola, la cooperazione che rafforza, la solidarietà che unisce” è il credo di Delors, e basterebbe quasi per creare un programma politico. Basterebbe davvero conoscere dove nascono e vengono discusse le idee che ci governeranno nei prossimi anni, e che non saranno certamente le false crociate contro fantomatici immigrati che otterrebbero cure mediche nei pronto soccorsi prima degli “Taliani”. Pensiamo davvero che i nuovi governatori risolveranno i nostri problemi di lavoro facendo denunciare gli immigrati al Pronto Soccorso o magari attirando i fondi europei nelle proprie terre con seri progetti ambientali, industriali internazionali? Il problema sono le ronde padane o i fondi FESR dell’Unione Europea? Il problema è propagandare la visione dei film posticci su Barbarossa o studiarsi meglio il trattato di Lisbona? E il nostro tramite con l’Europa e con il mondo è davvero Borghezio? Il nostro problema è rinnovare anagraficamente la classe politica o iniziare a guardare il merito delle persone, dare la guida del nostro futuro a persone competenti?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel leggere le memorie di Delors si sente un respiro diverso, una costruzione di idee, di leggi come pure di uomini che mirano all’eccellenza e costruiscono la propria personalità politica sull’eccellenza, senza dimenticare le risposte vere ai bisogni delle persone comuni.  Studiate, studiate, studiate diceva Gramsci, perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. La vostra intelligenza, non la vostra ruffianeria o la vostra capacità di inseguire gli umori. Perchè, dopo averli denunciati, i problemi vanno risolti. E si risolvono non con la semplice gioventù, ma studiando. Come appunto fece Delors</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.dorinopiras.it%2F2.0%2Fjacques-delors-il-respiro-delleuropa-e-gli-omini-verdi-nostrani%2F&amp;title=Jacques%20Delors.%20Il%20respiro%20dell%E2%80%99Europa%20e%20gli%20omini%20verdi%20nostrani" id="wpa2a_10"><img src="https://www.dorinopiras.it/2.0/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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