Con un linguaggio chiaro e diretto al limite della brutalità, l’Eurispes richiama i diversi soggetti sociali, alle proprie responsabilità. Il 24° Rapporto Italia dell’Eurispes è costretto a misurarsi, quest’anno, con la profonda crisi che attraversa il Paese e mette in discussione le certezze e i risultati raggiunti dalla società italiana nel corso degli ultimi decenni.

Il Paese – secondo il Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara – vive un generale senso di depressione che attraversa tutte le classi sociali: i poveri perché vedono allontanarsi la possibilità di migliorare la loro situazione economica; i ceti medi perché hanno paura di una progressiva proletarizzazione; i ricchi perché si sentono criminalizzati e hanno persino timore di mostrare il proprio status.

La responsabilità dell’attuale situazione che viene attribuita impropriamente e per intero alla classe politica appartiene invece – secondo Fara – a quella che definisce “la classe dirigente generale” della quale fanno parte tutti coloro che esercitano ruoli e funzioni direttivi all’interno della società: imprenditori, elites culturali; manager pubblici e privati; sindacalisti; i grandi commis dello Stato; magistrati; professori; uomini dell’informazione e della ricerca. Una “classe dirigente generale” che dovrebbe produrre buoni esempi e farsi carico delle esigenze e dei bisogni della collettività.

Secondo Fara questa “classe dirigente generale” costituisce un blocco solidale e separato dal resto del Paese, articolato sul modello feudale, che non ha nessuna intenzione di rinunciare, neppure in piccola parte, ai privilegi conquistati.

Ma anche la società italiana – prosegue Fara – ha molto da farsi perdonare. Infatti mentre la “classe dirigente generale” con il suo spirito di conservazione e la sua autoreferenzialità tiene in ostaggio la società, questa si è adeguata diventandone complice in cambio della tolleranza e della comprensione dei propri istinti egoistici e familisti che deresponsabilizzano e assicurano nicchie di impunità e di esercizio di piccolo potere.

Insomma, secondo Fara – la società è vittima e complice, nello stesso tempo, della sua classe dirigente generale. Basti pensare – continua Fara – al fatto che in Italia esistono tre PIL: uno ufficiale (1.540 Mld); uno sommerso (equivalente al 35 % di quello ufficiale (540 Mld); uno criminale frutto dei proventi delle attività illegali che supera i 200 Mld. Nel Paese circola più ricchezza di quanto non raccontino le statistiche ufficiali e questo spiega anche la capacità dimostrata dal sistema nel suo complesso di reggere di fronte ad una crisi devastante e – prosegue Fara – anche la durezza con la quale siamo trattati dai nostri partners europei, Germania in testa “.

Per leggere il rapporto qui

Share

Share

Guardate le stelle invece dei vostri piedi

Messaggio di Steven Hawking in occasione, oggi, del suo 70° compleanno

Share

Share

La questione e’ scoppiata nella zona di Bertolla, dove il Comune vorrebbe edificare alcuni palazzi in una zona considerata a rischio dai cittadini per esondazione oltre ad essere scarsamente servita da mezzi pubblici.  Il timore e’che si ripeta cio’ che è già accaduto recentemente a Genova, oltre alla considerazione che l’insediamento di centinaia di nuovi abitanti in una zona non servita al meglio dai mezzi pubblici sia un semplice moltiplicatore di inquinamento. Il Comune si è già dichiarato disponibile ad effettuare alcuni approfondimenti e questa è la notizia positiva, anche se è lecito chiedersi perchè non vengano adottati criteri di scelta e di condivisione delle decisioni presenti nel nostro ordinamento quali ad esempio l’inchiesta pubblica, già praticata con successo dalla Provincia di Torino in anni passati. Questa modalità di attenzione deve rappresentare davvero il couture di corretti rapporti tra amministrazione e cittadini, con un piccolo corollario: nel caso emergesse che i problemi segnalati non erano stati correttamente tenuti in considerazione, ci aspettiamo questa volta che il responsabile della pratica venga messo in condizione almeno di non nuocere più in futuro.

Share

La lista “unire la professione” ha vinto le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della Provincia di Torino. Grande soddisfazione e gli auguri di buon lavoro ai colleghi che abbiamo sostenuto!

Share

Nasce CommentMario.it, uno strumento di partecipazione ideato per commentare i discorsi di Mario Monti sulla scorta della precedente esperienza dedicata alla Commissaria Europea Neelie Kroes che ha scelto di utilizzarla per trasparenza e feedback con i cittadini dell’Unione Europea

I discorsi dei politici sono importanti perché servono a dar forma al dibattito pubblico sui temi più rilevanti, ma troppo spesso sono pensati come messaggi unidirezionali, che non prevedono che chi ascolta possa avere un ruolo attivo.
Noi invece vogliamo aprire la conversazione e rendere i discorsi commentabili frase per frase.
Dopo il successo di CommentNeelie.eu, il sito che contiene tutti i discorsi in formato commentabile di Neelie Kroes, Commissaria Europea per l’Agenda Digitale, ora è il momento di applicare lo stesso metodo anche ai discorsi di Mario Monti.
Per dire la tua sui discorsi di Mario Monti e del suo governo, basta selezionare un discorso tra quelli elencati e poi cliccare sulle singole frasi.

Vai su commentmario.it

Share

Share

Nella pancia del Partito democratico c’è una nuova, robusta, combattiva e ambiziosa creatura politica che sta prendendo forma con una velocità sorprendente, e che da qui alla fine della legislatura cercherà di conquistare sempre più spazio all’interno del centrosinistra.

Claudio Cerasa sul Foglio ci racconta la storia di una nuova corrente del Pd, che dal Pd se ne vuole andare.

Share
La questione del pagamento dell’ICI da parte della Chiesa Cattolica è sicuramente complessa e non facilmente definibile come appare nelle semplificazioni giornalistiche. La posizione davvero più corretta mi sembra che alla fine l’abbia espressa il Ministro Andrea Riccardi, intervistato da Lucia Annunziata. Il succo è semplice e facilmente comprensibile. Le attività sia di culto che culturali della Chiesa rappresentano una ricchezza per il Paese e quindi è giusta l’esenzione dell’ici. Per tutte le attività commerciali gestite dalla Chiesa, dai religiosi o dalle strutture collegate alla Chiesa è giusto che l’ICI vada pagata. Basterebbe a questo punto che chi è preposto a verificare se l’imposta viene pagata lo faccia e intervenga conseguentemente. Se non ricordo male, i Comuni entrano a pieno titolo in questa verifica e quindi abbiano il coraggio di fare ciò a cui sono chiamati.
Che poi esista una babele di sigle, nascondigli fiscali e via discorrendo messi in azione dalla Chiesa è sicuramente vero e non va a merito della gerarchia ecclesiastica. Ma così come lo Stato esige i contributi più inverosimili e scova gli evasori più impensabili tra le normali famiglie, così abbia il coraggio di agire nei confronti di poteri che, da cattolici, pensavamo non essere più temporali. Se posso aggiungerci del mio, sarebbe davvero un segno di tempi nuovi se la Chiesa si trasformasse davvero nella comunità di cui vuole far parte, condividendone le povertà sorprattuto in tempi di difficoltà e non solo quelle  spirituali. E sono certo che questa sensibilità esiste nella nostra Chiesa.
Share