La mossa è fortemente appetitosa: mollare Berlusconi, ultimamente non troppo amato dalla base leghista, rifacendosi una verginità politica proprio sulle pensioni, permettendo così dilimitare i danni alle prossime elezioni. Una Lega che in questo modo cercherebbe di far dimenticare l’opaca prova di governo che non ha guarito l’Italia, che ha impoverito i cittadini, che non ha fatto passi avanti sostanziali sul “monstre” del federalismo. Insomma, camicie verdi di lotta che tentano di rianimarsi tornando all’antico incassando una cambiale alle spalle del Pdl. Ma Berlusconi non è certamente uno sprovveduto e ci aspettiamo che cali sul tavolo verde un altro dei suoi assi. Senza escludere che l’opposizione Udc non corra in soccorso e il Partito Democratico non ricada nell’antica tentazione di far moine, appunto, alla Lega.
Domani mattina la gran parte delle persone di questo Paese si alzerà presto e andrà a tentare, con il proprio lavoro, di rimettere nei fatti a posto i conti, produrre PIL e via discorrendo. Domani mattina, però, dopo aver visto le facce della Merkel e di Sarkozy sarò personalmente – diciamo così – un po’ seccato di tentare di aggiustare i conti di questo Paese con lavoro, straordinari non pagati, mancanza di risorse, servizi alle fasce più deboli ancora più deboli pensando che il Presidente del Consiglio sia la stessa persona che ci ha portato ormai oltre al dissesto dello Stato ovvero alla presa in giro internazionale. Questo proprio non ce lo meritiamo…
Come riportato dal sito “Lo Spiffero”, Torino sarebbe stata inserita tra le 19 città che si giocheranno il prestigioso riconoscimento della Commissione Europea per le politiche ambientali. Al di là delle polemiche che ciclicamente ritornano sull’argomento è chiaro che l’assegnazione alla nostra città resta una chimera, se non altro per i risultati che purtroppo si registrano. Non sarebbe certamente elegante indagare sui perchè in passato una serie di veti incrociati non hanno permesso l’ottenimento di risultati migliori, soprattutto è tempo di guardare avanti e di impostare una visione futura che ci permetta di uscire dall’impasse. E proprio guardando al domani sarebbe corretto iniziare a far propria, da parte delle amministrazioni dell’area metropolitana, l’idea che il miglioramento della qualità ambientale non è il risultato di una singola o di un pacchetto limitato di misure, ma di una politica trasversale che permei praticamente tutte le attività amministrative con mano ferma e senza paura di scontentare le diverse corporazioni che a turno minacciano di togliere il consenso politico-elettorale a chi al momento governa l’amministrazione. Parlo di corporazioni perchè in fondo esistono molti più motivi di comprensione e di adesione da parte delle persone rispetto a corporazioni che tentano di risvegliare l’interesse generale su se stesse attraverso la proposizione di veti, e non soltanto in campo ambientale. Continua a leggere »
(di Raoul Minetti via Italia Futura)
Quanto costa alla nostra economia questa sistematica incertezza nell’azione di politica economica del governo, in un momento di crisi come quello attuale? Si tende generalmente a pensare che i danni maggiori all’economia possano derivare da scelte di politica economica errate, sottovalutando così le gravi conseguenze economiche che ha l’incertezza stessa. Di recente, tuttavia, economisti e analisti individuano sempre più nell’incertezza sulle azioni di politica economica una determinante fondamentale di tassi modesti di crescita, di livelli alti di disoccupazione, di scarsi investimenti e consumi, nonché dell’instabilità dei mercati azionari. (…)
(continua a leggere su Italia Futura)
Premiare le micro e piccole imprese che assumono un giovane lavoratore a tempo indeterminato concedendogli un ‘bonus’ in moneta pari al valore della contribuzione previdenziale annuale per la durata di tre anni. Questo il contenuto della proposta di risoluzione ”Su una franchigia fiscale per micro e piccole imprese dell’Ue e su un ‘bonus’ per l’assunzione di giovani” degli eurodeputati bipartisan Cristiana Muscardini (Ppe), Gianluca Susta (S&D), Mario Mauro (Ppe), Niccolo Rinaldi (Alde), Tiziano Motti (Ppe), Salvatore Tatarella (Ppe), Paolo Bartolozzi (Ppe), Giovanni La Via (Ppe), con la quale mirano anche a uno status provvisorio per le Pmi che gli garantisca una franchigia fiscale fino a 30.000 euro di utile annuale d’esercizio.
”Va considerato – hanno indicato gli europarlamentari nella proposta – che e’ ostacolo alla ripresa anche la grave crisi occupazionale giovanile e che la struttura imprenditoriale europea e’ formata in massima parte da piccole e medie imprese con un numero di addetti che non superano la decina”.
Gli eurodeputati hanno inoltre sottolineato che ”le Pmi, colpite in modo particolare dalla crisi, privilegiano le finalita’ riguardanti la ricerca e l’innovazione e quindi richiedono disponibilita’ finanziarie non facilmente disponibili per loro”.
Se è vera la storia riportata oggi da “Lo Spiffero” che la consulenza al manager della GTT di 160 mila € non può essere assegnato per norme di legge, a maggior ragione a questo punto sia il beneficiario che il CdA farebbero meglio ad andarsene in buon ordine visto che non conscono nemmeno le norme che regolano il funzionamento dell’Azienda in questione. Un buon esempio davvero di management…




